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Nucleare: Nuova legislazione UE su smaltimento ed esportazione delle scorie

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Varata la nuova normativa europea sulla gestione delle scorie nucleari. Gli Stati membri dell’Unione Europea dovranno presentare entro il 2015 piani per lo stoccaggio dei rifiuti prodotti da reattori nucleari e da altre fonti (produzione elettricamedicina, ricercaindustria, agricoltura). Lo ha stabilito ieri una direttiva della Commissione europea, recante anche le indicazioni sulle modalità di smaltimento delle scorie radioattive e le condizioni per precise per l’esportazione delle stesse. ”Si tratta di un passo avanti importante per la sicurezza nucleare nell’UE” - ha spiegato il Commissario all’Energia Guenther Oettinger - ”dopo anni di inazione, l’UE per la prima volta si impegna a trovare una soluzione definitiva per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari”. Il piano che i Governi saranno tenuti a presentare dovrà inoltre indicare i tempi previsti per la costruzione di depositi nucleari, strutture di cui tutt’oggi gran parte degli stati membri è ancora sprovvista, destinabili anche allo stoccaggio comune di rifiuti provenienti da più Paesi, previo accordo tra le parti, purché localizzati nel territorio di uno degli stati contraenti. Ma non è tutto. La grande novità introdotta dalla nuova legislazione comunitaria risiede nel coinvolgimento della popolazione residente in prossimità dei depositi all’interno dei processi decisionali relativi alla gestione dei rifiuti nucleari, nonché la possibilità per l’intera popolazione di accedere alle informazioni sul combustibile e sulla gestione dello stesso. Più precisamente, la Commissione europea suggerisce di interrare i rifiuti in caverne di granito a circa 700 metri di profondità, facendo salva tuttavia la possibilità di esportarli. Regole più restrittive sono state tuttavia varate anche in tema di esportazione delle scorie nucleari: vietate le esportazioni verso l’Africa, i Caraibi, gli stati del Pacifico e l’Antartide, per incompatibilità di condizioni geologiche, mentre ad ospitare rifiuti ad alta radioattività saranno solo quei paesi che hanno un deposito geologico profondo. Immediata la critica di partiti e associazioni ambientalisti: il provvedimento, ha spiegato la vice-capogruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, Rebecca Harms, “consente ancora i trasferimenti di scorie nucleari europee verso altri paesi”,  mentre Mark Breddy per Greenpeace ha puntualizzato: “Il vero problema è che i paesi che producono le scorie non se ne occupano e cercano di scaricare il problema esportando in Russia”.  Non si è mostrato tuttavia preoccupato l’ambasciatore russo all’Unione europea Vladimir Chizhov: “Le scorie nucleari non sono solo un prodotto pericoloso per l’ambiente, ma sono anche una fonte economica proficua. Gestire i rifiuti nucleari è una questione importante e delicata, che va regolata e monitorata adeguatamente”. Da segnalare che la Commissione aveva proposto lo scorso giugno una messa al bando totale delle esportazioni di materiale radioattivo, ottenendo l’approvazione del Parlamento europeo, ma non quella – in ultima istanza – dei governi nazionali. 143 centrali nucleari sono attivi in 14 dei 27 stati membri, e producono ogni anno circa 50.000 metri cubi di rifiuti nucleari.

 Roberta Di Mauro

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